NB-IoT Sette [spiacevoli] sorprese che è meglio conoscere – parte 1

5 gennaio 2017 LPWA Network, MeterLinq, RPMA, Whitepaper

whitepaper MeterLinq 7sorprese sulla NB-IOTMentre la tecnologia dei cellulari è stata sviluppata in questi anni per le persone e si è focalizzata sull’aumento della velocità di trasmissione dei dati e sull’efficienza delle applicazioni per i consumatori, le tecnologie Low Power Wide Area sono state sviluppate per le applicazioni dell’Internet delle Cose (Iot) che per la maggior parte generano invece piccoli pacchetti di dati di basso valore, e richiedono reti a basso consumo.

Tecnologie e reti Low Power Wide Area

Le tecnologie e reti LPWA (Low Power Wide Area) attualmente presenti sul mercato sono diverse (si veda il Report di ABI Reserch sulla LPWA con i migliori casi d’uso) e sono state progettate proprio per rispondere alle quattro L che costituiscono i punti critici dell’Internet delle Cose:

  • Low Power = Basso consumo
  • Long Range = Lungo raggio
  • Low Traffic = Basso traffico
  • Low Cost = Basso costo

Per il 2017 è annunciata l’uscita anche della Narrow Band IoT (NB-IoT, come viene più frequentemente indicata sulla stampa e le pubblicazioni), una tecnologia LPWA del Third Generation Partnership Project (3GPP) – un accordo di collaborazione fra enti per standardizzare i sistemi di telecomunicazione della LTE, che gli operatori Telco promuovono come il futuro standard dell’IoT.

Ma la fretta con cui sta cercando di colmare il ritardo rispetto alle tecnologie LPWA già presenti sul mercato da vari anni ha portato ad alcuni compromessi, come ha messo in luce il nostro partner Ingenu in una serie di post e che abbiamo sintetizzato nel whitepaper “Sette sorprese sulla NB-IoT” scaricabile qui.

Infatti, mentre lo scorso anno venivano sviluppate le specifiche della NB-IoT, il 3GPP ha dovuto necessariamente fare alcune ipotesi e scendere a diversi compromessi che possono mascondere delle spiacevoli sorprese:

SORPRESA N° 1: SOLO LA METÀ DEI MESSAGGI NB-IOT VENGONO RICONOSCIUTI

Da progetto (si vedano le specifiche TR45.820 del 3GPP) la NB-IoT prevede il riconoscimento solo del 50% dei messaggi inviati attraverso tecnologia wireless. Ciò è dovuto alla limitata capacità in downlink

Impatto sulle prestazioni

Molte applicazioni, come pagamenti, avvisi e controlli, non sono possibili senza il 100% di riconoscimento dei messaggi. Anche nelle applicazioni più semplici i riconoscimenti vanno comunque fatti in qualche fase del processo di business.

SORPRESA n° 2: CONSISTENTI RITARDI DEI MESSAGGI

Un’altra sorpresa nascosta è il buffering dei messaggi e dei dati in quella che viene chiamata l’aggregazione dei pacchetti da trasmettere. La tecnologia NB-IOT è un tentativo di adattare una tecnologia ad alto throughput (la quantità di dati trasmessi in una unità di tempo) in una a basso throughtput. L’aggregazione dei pacchetti in trasmissione, con i conseguenti ritardi dei messaggi, è necessaria per la NB-IoT, e le altre tecnologie LPWA con rete cellulare, per raggiungere una sufficiente capacità.

Impatto sulle prestazioni

Le applicazioni sensibili al fattore tempo sono le più danneggiate. Gli avvisi, gli allarmi, i pagamenti, la misurazione e altre applicazioni sensibili alla latenza, richiedono una risposta in tempo reale per essere fattibili concretamente.

SORPRESA N° 3: I VOSTRI DISPOSITIVI RESTANO CITTADINI DI SECONDA CLASSE

Lo spettro licenziato è estremamente costoso e le trasmissioni IoT andranno in contrasto e in concorrenza con il traffico cellulare tradizionale, dato che la NB-IOT utilizza la dorsale LTE e condivide lo stesso spettro.  Gli Operatori hanno richiesto che il traffico degli oggetti IOT permetta di utilizzare il proprio spettro per il traffico voce/dati quando richiesto, ovvero per dare la precedenza ai più remunerativi servizi di voce/dati. Ma ancora peggio è il tramonto delle reti cellulari 2G, che per i dispositivi IoT non solo non ha senso ma diventa particolarmente costoso, per tutti quei dispositivi IoT che hanno bisogno di 10-20 anni di funzionamento per ottenere un ROI adeguato.

SORPRESA n° 4: LA DURATA DELLA BATTERIA

La durata della batteria è influenzata da molti fattori in una tecnologia wireless: la rete, le componenti radio e l’applicazione stessa, sono tutti elementi correlati. Conoscere e capire la durata della batteria non è così semplice come calcoarla sulla carta. Una costante nelle tecnologie cellulari è infatti che ci sono sempre differenze tra prestazioni attese in base alle specifiche e prestazioni riscontrate nel mondo reale. Inoltre, è la prima volta che le tecnologie LPWA cellulari, come la NB-IoT, si concentrano sulla durata della batteria come un criterio di prestazione fondamentale.

Impatto sulle prestazioni
La durata effettiva della batteria resterà sconosciuta fino a quando le reti cellulari LPWA non saranno in commercio e resi disponibili sul campo.

[continua]

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 Disclaimer: MeterLinq per la sua rete LPWA utilizza la tecnologia RPMA

La tecnologia RPMA ha richiesto oltre 300 anni-uomo di sviluppo, conta 32 brevetti e sta concretamente servendo dei clienti dal 2011. Quest’anno sono più di cinque anni di effettivo funzionamento e di prestazioni dimostrate in condizioni reali.

La RPMA è una tecnologia collaudata e non riserva nessuna delle brutte sorprese che attendono il 3GPP e chi sceglie la tecnologia NB-IoT.

La RPMA riconosce ogni singolo messaggio e non ha bisogno di aggregare pacchetti di trasmissione. Il messaggio viene inviato singolarmente dal dispositivo. La RPMA è progettata esclusivamente per le macchine e per MeterLinq è vitale che i vostri dispositivi funzionano bene, sempre.

MeterLinq ha sviluppato applicazioni funzionanti in condizioni operative estreme con durate previste della batteria di 20 anni. 

Abbiamo l’unica tecnologia LPWAN che funziona in tutto il mondo, in ogni singolo paese, con una sola configurazione radio. Questa semplicità offre ai clienti un accesso immediato al mercato globale e facilita la possibilità di scalare il business.

La RPMA è anche l’unica tecnologia LPWA che permette gli aggiornamenti in background del firmware, in modo che gli aggiornamenti critici arrivino quando serve, senza interrompere funzionalità e operazioni critiche.



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