NB-IoT Sette [spiacevoli] sorprese che è meglio conoscere – parte 2

18 gennaio 2017 LPWA Network, MeterLinq, RPMA, Whitepaper

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Proseguendo l’analisi di alcuni limiti della tecnologia Narrow Band IoT (v. Parte 1), si evidenziano ancora le seguenti “sorprese”:

 SORPRESA N° 5: TEMPI DI SVILUPPO E DISPONIBILITA’

Nonostante i fornitori e gli operatori di telefonia cellulare sostengano che l’attivazione servizio con la rete cellulare sia imminente, questi sistemi non sono ancora una reale offerta commerciale.
Norme e specifiche di prestazioni minime devono essere ancora concluse, silicio e nodi devono essere industrializzati, vanno sviluppati programmi di certificazione e devono essere costruiti gli ecosistem

Impatto sulle prestazioni

A dispetto del marketing e delle PR, la NB-IOT non sarà pronta prima del prossimo anno, poiché la tecnologia e l’ecosistema devono ancora superare una serie di fasi di sviluppo. La corsa per completare la NB-IoT prima che le tecnologie LPWA concorrenti ottengano una posizione dominante lascia senza verifica e senza risposta delle importanti questioni di prestazioni.

SORPRESA N° 6: FRAMMENTAZIONE

Una delle più grandi sorprese per chi considera la NB-IoT è l’estrema frammentazione: tra le varie tecnologie LPWA, tra le varie regioni del mondo e anche tra i diversi operatori. Non tutti gli operatori supporteranno tutte le tecnologie, non tutte le tecnologie saranno supportate dagli ecosistemi: ad esempio, CAT-0, uno standard IOT di 3GPP, fortemente spinto solo 2 anni fa ora è già morto. Inoltre, la regionalizzazione dovuta alla frammentazione dello spettro e ai limiti dei servizi degli operatori, rende molto complesso il quadro per applicazioni IOT che possono funzionare senza soluzione di continuità a livello globale. La semplicità è un fattore critico per i dispositivi IoT. 

Impatto sulle prestazioni

La frammentazione a livello geografico, di tecnologie e di operatori, blocca lo sviluppo delle applicazioni su scala globale, riduce le dimensioni del mercato e aumenta i costi connessi alla regionalizzazione.

SORPRESA N° 7: NESSUN AGGIORNAMENTO DEL FIRMWARE IN BACKGROUND

Gli aggiornamenti del firmware sono uno di quegli aspetti noiosi ma fondamentali nei dispositivi mobili e IOT: essi consentono di fare gli aggiornamenti per correggere le inevitabili falle nella sicurezza e potenziali vulnerabilità. Il 3GPP ha stimato infatti che per gli aggiornamenti del firmware sono necessari da 200 a 2000 byte di dati. Nel servizio clienti degli ultimi anni, abbiamo scoperto che anche i 2000 byte per un aggiornamento del firmware sono pochi. Tuttavia, a causa di questa ipotesi, la NB-IOT non offre la possibilità di fare aggiornamenti del firmware in background.

Impatto sulle prestazioni

La mancanza di aggiornamenti del firmware in background danneggia l’utilizzatore due volte. In primo luogo, perché l’utente dovrà interrompere il normale esercizio, per scaricare un aggiornamento del firmware. In secondo luogo perché l’aggiornamento del firmware in realtà sarà molto più lungo di quanto il 3GPP aveva previsto.

In conclusione, questi problemi della tecnologia NB-IOT probabilmente non saranno gli unici: a causa della fretta di far uscire le specifiche a tempo di record, ci potranno essere altre spiacevoli sorprese una volta introdotta nel mondo reale.

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